https://fb.watch/bPt_zYU8Dv/
Testo
Animally kith & brothers
venerdì 18 marzo 2022
sabato 12 marzo 2022
domenica 27 febbraio 2022
Come ritrovare un gatto scappato
CONSIGLI PER RITROVARE UN MICIO SMARRITO:
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- Uscite a cercarlo soprattutto verso sera o la mattina molto presto, quando tutto è più tranquillo (nella confusione i gatti restano nascosti); durante le ricerche chiamatelo e agitate la scatola delle crocchette.
- Cercate nei posti "tanosi": cespugli, nicchie, sottoscala... Al buio, aiutatevi con una torcia ben luminosa a fascio lungo, per scandagliare ogni angolo, sia in basso che in alto che sugli alberi (può essere salito su un albero senza riuscire a scendere), sempre chiamandolo con voce tranquilla.
- Controllate bene sotto alle automobili parcheggiate; a volte i mici si accucciano anche sopra alle ruote, nella stretta intercapedine tra la ruota e la carrozzeria.
- Controllate box, cantine e soffitte, dove può essere rimasto chiuso per sbaglio: chiedete ai vicini di verificare.
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- Se il micio non era abituato ad uscire, sarà rimasto nei paraggi: è difficile che i gatti si allontanino in un territorio che non conoscono. Se è molto spaventato o ferito, può darsi che rimanga nascosto anche se sente le vostre voci: cercate bene. Mantenete sempre un tono calmo e tranquillo, per non aumentare il suo stato di agitazione.
Se il gatto usciva abitualmente, bisogna considerare un raggio di ricerche più ampio fin da subito.
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- Pubblicate un annuncio sulle pagine facebook della vostra zona, tipo "Sei di xxx se...", " e simili, chiedendo condivisioni.
- Ricordatevi che tutti gli aggiornamenti importanti (avvistamenti o ritrovamento) vanno inseriti variando il testo del post originario, perchè i commenti non sono visibili da chi legge le condivisioni.
- Monitorate quotidianamente le pagine degli smarrimenti, per verificare se ci sono stati avvistamenti o ritrovamenti di gatti che potrebbero essere il vostro.
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- Se avete una pagina facebook personale, mettete anche lì l'annuncio, tenendolo sempre in evidenza in cima alla pagina e verificando nelle impostazioni di privacy che sia leggibile da tutti.
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- Sull'ANNUNCIO/VOLANTINI, oltre alla foto e al nome del gatto, indicate il LUOGO PRECISO (città o paese, via e possibilmente numero, o almeno a che altezza) e LA DATA (e se possibile ora) della sparizione, e un RECAPITO TELEFONICO.
Inoltre precisate se il gatto è sterilizzato, se ha il microchip, indicate la sua età, e aggiungete qualunque informazione utile (es. se è socievole o diffidente, se era abituato ad uscire o meno, segni particolari, stato di salute, ecc).
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- Mettete volantini in tutta la zona, comprese cassette delle lettere dei vicini non contattabili di persona.
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- Se nella zona ci sono negozi di riferimento quotidiano (panettiere, farmacia, edicola, ecc), chiedete se possono tenere l'annuncio sulla porta o visibile all'interno, almeno per una quindicina di giorni (può darsi che il negoziante non voglia fare da "bacheca", ma se è solo per un numero limitato di giorni dovrebbe accettare).
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- Avvisate i veterinari della zona lasciando il volantino (a volte chi trova un gatto lo porta dal veterinario per la verifica dell'eventuale microchip o dello stato di salute, oppure i clienti del veterinario potrebbero aver avvistato il micio in zona). Ovviamente a gatto ritrovato bisogna rifare il giro ad avvisare tutti quelli che avevano esposto i volantini (negozi e veterinari).
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SE NON LO TROVATE SUBITO:
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- Continuate a cercare anche nei giorni successivi. Tenete presente che un micio molto spaventato può stare rintanato anche per una settimana o più, anche se sente le vostre voci, spostandosi per le sue necessità solo quando non c'è nessuno in giro.
Quindi le ricerche vanno continuate senza arrendersi, ripassando anche negli stessi luoghi e allargando il raggio man mano che passa il tempo. Prima o poi il micio riprenderà fiducia e si mostrerà.
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- Cercate di capire se in zona ci sono posti dove può aver trovato del cibo (ciotole di cani/gatti nei giardini, rifiuti, ecc), e soprattutto dell'acqua. Potrebbe trovarsi lì intorno.
- Cercate di individuare quali sono gli itinerari tipicamente seguiti dai gatti liberi di quella zona; facilmente anche il vostro micio seguirà quei percorsi quando vincerà la paura e comincerà a muoversi.
I gatti si spostano tutti seguendo le stesse logiche: camminano rasenti ai muri, evitano i campi aperti se possibile, si muovono volentieri nascosti dalle siepi e dalla vegetazione, stazionano nei punti da cui si ha ampia visuale della zona circostante. Alcuni gatti preferiscono stare in alto: alberi, muretti, ecc.
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- Informatevi se in zona sono presenti colonie feline, e contattate i referenti per verificare se il gatto si è avvicinato alla ricerca di cibo, o se si è aggregato.
- Contattate i gattili della zona dove qualcuno potrebbe aver portato il micio.
- Contattate Polizia Municipale/ATS Veterinaria per sapere se sono stati recuperati gatti incidentati nella zona.
giovedì 4 novembre 2021
sabato 7 dicembre 2019
venerdì 6 dicembre 2019
La LEGGE in vigore - di riferimento agli animali selvatici
- La LEGGE in vigore - di riferimento agli animali selvatici
- Il Centro di Recupero per Animali Selvatici (CRAS) ospitato presso il Parco Rifugio “La Cuccia e il Nido”, é gestito, in virtù di un provvedimento regionale, dall'Associazione A.N.P.A.N.A. (Associazione Nazionale Protezione Animali Natura Ambiente) Onlus – Sezione provinciale di Cremona.
- L'esistenza del Centro di recupero trova supporto nelle norme relative alla tutela della fauna selvatica (L. 157/92, art. 4, comma 6; L.R. 26/83, art. 6, comma 5; R.R. 5/55655/94).
- La Legge nazionale 157/92 stabilisce che la fauna selvatica in Italia costituisce “patrimonio indisponibile dello Stato”, che significa che gli animali selvatici sono un bene di tutti che non può mai essere posseduto da privati.
- La detenzione di animali selvatici, vietata dalla legge, è punita con pesanti sanzioni!
ANIMALE SELVATICI IN DIFFICOLTA o nei guai - SOCCORSO
Se trovate un animale sevatico nei guai e non sapete come aiutarlo è possibile chiamare i seguenti riferimienti .. ai numeri
1515 FORESTALI
Vigili urbani e Carabinieri ( previa disponibilità immagino io )
CRAS (centro di recupero animali selvatici)
Ecco dove trovare l'elenco http://www.sosricci.it/Html/elenco%20cras.htm
Ma sottolineo quelli per la regione lombardia
ENPA di MONZA https://www.enpamonza.it/ritrovamento-di/ritrovamento-di-un-animale-selvatico
Visitare la sezione .: " COSA FARE in caso di necessità "
Cosa dice la LEGGE
https://animalykith.blogspot.com/2019/12/la-legge-in-vigore-di-riferimento-agli.html
sabato 2 febbraio 2019
COSA NON DARE DA MANGIARE AI CANI !
http://www.rimedio-naturale.it/i-31-migliori-alimenti-per-i-cani-e-i-13-peggiori.html?fbclid=IwAR1JRoLrvL9Dg-kcYKwu5zj0SbPGQLeJ28v1C3G5bHLzqfdW0ePscOlxq9g
domenica 30 settembre 2018
domenica 23 settembre 2018
LINK AIUTO SALUTE ANIMALI
Se il tuo cane sembra avere problemi di salute vi invito a visitare questo sito
Sito AMICI CANI link clikka
sabato 8 luglio 2017
sabato 23 luglio 2016
Non abbandonarlo, dal 20 luglio lo Stato ti aiuta con 1000€ all’anno!
Si tratta di un contributo a favore delle famiglie che presentano la richiesta con un nucleo di almeno UN figlio a carico e sono in ”possesso” di un cane di razza riconosciuto dalla FID (Federetion International Dog) o di un altro animale di compagnia riconosciuto dalla FAI (Federation International Animal). Inoltre il contributo di € 894,24sara disponibile purchè il reddito del nucleo familiare non superi gli € 17.235,22 e solo nel caso in cui l ‘intestatario del suddetto animale sia residente in Italia da Almeno 24 mesi di tempo.
giovedì 12 maggio 2016
I CROSTACEI PROVANO DOLORE
I CROSTACEI PROVANO DOLORE. Lo confermano gli scienziati , CHIEDENDO PIÙ TUTELA.
I crostacei SOFFRONO quando vengono immersi ancora VIVI nell'acqua BOLLENTE. Non sono gli animalisti a dirlo, ma gli scienziati Bob Elwood e Barry Magee del Queen's School of Biological Sciences, che lanciano un appello agli chef e agli addetti dell'industria alimentare e dell'acquacoltura: "dovrebbe riconsiderare il modo in cui trattano i crostacei vivi, come granchi, gamberi, aragoste e astici", si legge in una nota.
Il loro studio, pubblicato sul Journal of Experimental Sciences, è un'ulteriore prova di indagini precedenti, che mostravano come i crostacei cercassero di evitare il dolore.
"Miliardi di crostacei vengono catturati o allevati in acquacoltura per l'industria alimentare. A differenza dei mammiferi, i crostacei NON HANNO ALCUNA TUTELA, presumendo che non possono provare dolore. La nostra ricerca suggerisce il contrario. È necessaria, quindi, - conclude il professore- una maggiore considerazione del trattamento di questi animali". Non lo dicono gli animalisti. Stavolta LO DICONO GLI SCIENZIATI.
La vera domanda ora è: davvero serviva commissionare uno studio per stabilire che un animale bollito vivo possa soffrire?
From: Giustizia animalista FB
L'atteggiamento migliore contro i maltrattatori di animali
For traslate this article, do you prefer the same at:
http://comeincielocosiinterra.blogspot.it/2016/05/latteggiamento-migliore-contro-i.html
domenica 3 aprile 2016
lunedì 28 marzo 2016
Problemi comportamentali del cane
Avere un cane è una grande gioia e un’esperienza indimenticabile, ma a volte la convivenza diventa più complicata a causa di alcuni comportamenti inadeguati del cane. E’ importante comprendere che la maggior parte dei problemi comportamentali può essere trattata. E’ bene non rassegnarsi, ma tentare sempre la strada della guarigione, ne trarrà vantaggi il proprietario, che riuscirà ad avere un rapporto meno problematico con il suo cane, ed il cane stesso, che potrà migliorare e tornare ad essere un cane più sereno.
Bisogna sempre rivolgersi a professionisti accreditati nel campo dei problemi comportamentali. Oggi in Italia esistono diverse figure che si occupano di questo etologia applicata, ma bisogna fare attenzione prima di capitare nella mani sbagliate. E’ imprescindibile rivolgersi a professionisti, che possano garantire una formazone ed una preparazione adeguata. Negli ultimi anni, sono nati in alcune facoltà italiane i Corsi di Specializzazione ed i Master post-Universitari che preparano i laureati ad affrontare in modo professionale questo delicato ambito della cinofilia.
Una volta individuata la figura di riferimento, potrete prendere un appuntamento per effettuare una attenta consulenza comportamentale che vi permetterà di comprendere e andare a risolvere il problema comportamentale nel modo più idoneo.
Per comprendere meglio questo ampio argomento, faremo una piccola analisi dei principali problemi comportamentali del cane. Dall’analisi dei risultati ottenuti in tutto il mondo scaturisce che i comportamenti problematici più frequenti nel cane sono:
1) Aggressività
2) Ansia da separazione
3) Paura, fobia, ansia
4) Disturbi eliminatori
Esistono altri problemi comportamentali, ma sono assai meno frequenti: basti sapere che quelli sopra elencati rappresentano il 90% dei casi.
Di seguito riporteremo una breve descrizione dei problemi sopra elencati con l’obiettivo di chiarire meglio la terminologia.
1) Aggressività
L’aggressività è una componente normale dell’etogramma del cane, in alcuni casi è utile all’animale per difenderi o proteggere le sue risorse, come il proprietario, il territorio o gli oggetti. L’aggressività può diventare però un problema reale per le persone, gli altri cani, altri animali o per il cane stesso.
Sebbene si tenda a inserire sotto questa voce un gran numero di comportamenti ed a fare di tutta un’erba un fascio, in realtà esistonodifferenti tipi di aggressività, ognuno con cause e sintomi distinti.
Solo per fare alcuni esempi, si possono identificare: aggressività da paura, possessiva, competitiva, territoriale, protettiva, intraspecifica intrasessuale, materna, etc. E’ essenziale individuare quale tipo di aggressività mostri un cane per effettuare il corretto programma di modificazione comportamentale. L’aggressività da paura, ad esempio, ha motivazioni, cause scatenanti, manifestazioni proprie ed impone un programma terapeutico completamente differente dall’aggressività offensiva o territoriale. Per questo è importante rivolgersi ad un bravo Specialista che individui e diagnostichi la forma di aggressività mostrata dal cane e che vi possa indicare la strada corretta per la terapia comportamentale.
2) Ansia da separazione
L’ansia da separazione è un altro problema molto frequente: quando il cane rimane da solo in casa (o separato fisicamente dal padrone) manifesta l’ansia in tre modi possibili: distruggendo, abbaiando/ululando o facendo i bisogni in un luogo non appropriato. Alcuni soggetti manifestano solo uno dei sintomi elencati, altri tutti e tre.
Spesso sono cani molto legati al padrone, quasi dipendenti da lui, che lo seguono come un’ombra per tutta la casa. Quando rientra lo accolgono facendogli grandi feste, anche se il proprietario è uscito per pochi minuti.
Per poter dire che si tratti di “ansia da separazione” è necessario che questi comportamenti si manifestino solo ed esclusivamente quando il cane è separato dal padrone. Molti cani adottati da canili, manifestano, nei primi giorni, sintomi di ansia da separazione, che possono poi svanire in breve tempo o peggiorare ulteriormente, a seconda dei casi.
Se aiutati da professionisti, la rieducazione fornisce ottimi risultati.
3) Disturbi eliminatori (urine e feci)
Con questo termine si intendono le eliminazioni in un luogo non appropriato, ad esempio in casa.
Ci sono diverse cause per l’eliminazione non appropriata del cane. La prima è legata al marcare il territorio: il cane urina in casa perché vuole marcare il territorio attraverso il proprio odore, questo accade più frequentemente se il cane vive con altri animali, se c’è competizione per chi comanda o se la casa è frequentata spesso da persone o animali estranei. Spesso sono i cani maschi che alzano la zampa per urinare in casa, ma anche le femmine posso mostrare questo comportamento.
In questi casi potrebbe anche esserci una sottostante ansia che scatena questa necessità continua di marcare il proprio territorio, fattore importante da valutare per impostare la corretta rieducazione.
Un’altra causa di eliminazione inadeguata è il mancato apprendimentodell’educazione a sporcare in luoghi idonei. In questo caso il cane fa i propri bisogni in casa da sempre e non è passato più di un mese senza che questo si verifichi. Questo comportamento può essere dovuto ad un’inadeguata gestione del cane (il cucciolo non ha appreso a eliminare fuori casa, il cane esce troppo poco, ecc.), oppure ad un passato di reclusione in ambienti troppo piccoli (canile). Anche l’eccitamento e lo stress possono provocare involontaria eliminazione, così come la paura e la sottomissione.
Non dimentichiamoci, poi, la possibilità che si tratti di ansia da separazione(il cane elimina in casa quando resta solo). Esistono altre possibili motivazioni per cui un cane elimina in modo non adeguato e proprio perché le motivazioni dietro a questo comportamento possono essere tanto diferenti, bisogna sempre individuare la causa sottostante per effettuare il trattamento idoneo.
4) Paura, fobia e ansia
Questi sono i problemi comportamentali più difficili da diagnosticare e da trattare. Vediamo come si distinguono.
La paura generalmente si manifesta in modo graduale ed è collegata ad una determinata situazione, persona o cosa.
La fobia si sviluppa invece rapidamente e si manifesta come una rapida reazione del tipo “tutto o nulla” che sfocia in estrema paura e panico. Gli attacchi sono molto simili tra loro.
L’ansia è caratterizzata da esplorazione dell’ambiente, iperattività, allerta e tensione. Alcuni cani possono reagire in modo ansioso solo a certi stimoli (arrivo di ospiti, viaggi in macchina), altri manifestano uno stato ansioso permanente.











